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Antonio Stagnoli

Antonio Stagnoli nasce a Bagolino, in provincia di Brescia, l’1 giugno 1922. Divenuto sordomuto all’età di due anni e mezzo, orfano di padre, viene affidato al “Pio Istituto Pavoni” di Brescia che lo accompagnerà nel lento recupero dell’abilità fonetica e gli consentirà di ricevere l’istruzione di base. Sarà infatti il rettore dell’Istituto, don Faustino Moretti, ad indirizzarlo all’Accademia, dopo averne apprezzato i primi lavori.
Il soggiorno milanese costituisce una tappa importante della formazione dell’artista, iscritto a Brera, dove ha modo di frequentare i corsi di Aldo Carpi e Italo Valenti. Il capoluogo lombardo raccoglie quanto di meglio il panorama figurativo può offrire: è qui che l’artista, pur nelle difficoltà economiche del vivere quotidiano, compensate dalla vendita dei primi quadri, entra in contatto con i protagonisti della Nuova Figurazione italiana, Franco Francese, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi che lasceranno traccia nella produzione di Stagnoli, nella condivisa ricerca di un segno creativo pregnante e incisivo.
Rientrato a Brescia al termine dell’Accademia, il pittore resta in Istituto fino all’età di quarantacinque anni, quando un collega gli offre la disponibilità di uno studio personale. Le prime mostre locali della fine degli anni cinquanta lo espongono agli occhi della critica. Dal decennio successivo è un susseguirsi di presenze decisive, a Milano, Venezia, Roma, ma anche all’estero. La sua originalissima interpretazione del mondo rurale viene notata dai critici più attenti. Scrivono di lui: Flavio Arensi, Alfredo Bonomi, Piero Borghini, Mario Botta, Gianfranco Bruno, Elvira Cassa Salvi, Gianni Cavazzini, Mauro Corradini, Maurizio Cucchi, Fabrizio D’Amico, Rossella Delaidini, Mario De Micheli, Floriano De Santi, Pia Ferrari, Elda Fezzi, Chiara Gatti, Enrico Ghezzi, Pietro Gibellini, Guido Giuffrè, Lucio Lami, Eugenio Lio, Franco Loi, Fausto Lorenzi, Ludovica Lumer, Mario Lussignoli, Franco Marcoaldi, Giorgio Mascherpa, Dario Micacchi, Pino Mongiello, Domenico Montalto, Serafino Murri, Guido Oldani, Giò Pomodoro, Mario Pancera, Bruno Passamani, Franco Patruno, Giovanni Pelloso, Giuseppe Rivadossi, Franco Russoli, Nantas Salvalaggio, Giorgio Segato, Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi, Luciano Spiazzi, Roberto Tassi, Giuseppe Tonna, Lorenza Trucchi, Ida Vettori Gianfranceschi, Marco Vitale.  
Stagnoli ha vissuto tra Bagolino e Brescia fino alla scomparsa nel suo paese natale il 24 ottobre 2015.
 
Antonio Stagnoli ha svolto la sua attività di artista in stretta collaborazione con lo Studio d’Arte Zanetti che ne cura e detiene l’immagine in esclusiva in Italia e nel Mondo.

Dopo la scomparsa di Antonio Stagnoli, avvenuta il 24 ottobre 2015, e come da suo testamento pubblico del 23 aprile 2012, il nipote Mario Zanetti viene ricnosciuto e confermato quale unico soggetto legittimato alla custodia della sua opera e della sua immagine.
 
Mario Zanetti, quindi, tramite lo Studio d’Arte Zanetti, con l’intento di concedere anche di concedere uno strumento ed un servizio a tutti gli estimatori dell'opera di Stagnoli ha costituito l'Archivio Antonio Stagnoli per raccogliere e curare, studiare, approfondire ed archiviare le fotografie della produzione artistica più significativa del Maestro (previa Analisi/Autentica in fase di inserimento). Il tutto al fine di poter concretizzare e pubblicare il Catalogo Generale delle Opere, sviluppando così un percorso storico ed artistico ad hoc.
 
 
Il 15 luglio 2007 è stato costituito, presso la Fondazione della Comunità Bresciana, il Fondo Antonio Stagnoli per la Valle Sabbia. Il Fondo è stato promosso da un Comitato Costitutivo al quale hanno aderito Persone Fisiche, Aziende, Istituti di Credito, Enti pubblici e privati ed è nato con lo scopo di promuovere l’arte, la cultura e il territorio della Valle Sabbia. Come sottolineato da Giacomo Gnutti, presidente della Fondazione Comunità Bresciana onlus, tra le numerose personalità che si sono prodigate per la costituzione di questo Fondo, sono da ricordare con particolare gratitudine Gianpietro Borghini, Pierluigi Leali, Giuliano Rizzardi, Ivano Vaglia, Marco Vitale e infine Mario Zanetti, nipote del maestro Stagnoli che tanto si è impegnato in un prezioso ruolo di stimolo e coordinamento. La titolazione del Fondo, rispecchia l’impulso dato dal Maestro Antonio Stagnoli alla nascita dello stesso e la generosa donazione da Lui disposta, di 26 opere d’arte alla Fondazione della Comunità Bresciana, è espressione della comunione ideale tra le finalità del Fondo e i valori espressi dall’Artista.
 
Selezionato alla Biennale di Venezia 2011 
Padiglione Italia 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia
Curata da Vittorio Sgarbi
“La Pala della Chiesa di San Rocco - Madonna della Misericordia”
Pastello su faesite cm 290 x 230.
 
Film - Fantasmi di voce - Antonio Stagnoli
regia di Elisabetta Sgarbi  Anno 2003
Selezionato e presentato alla 60° Mostra d’Arte Cinematografica Biennale di Venezia.
 
Film - Sono rimasto senza parole 
regia di Elisabetta Sgarbi  Anno 2011
Prodotto da Studio d’Arte Zanetti/Betty Wrong
Presentato a Bari - 2011, Milano - 2012,  Roma - 2012, Vigevano - 2012. 
 
Primo Giugno 2012, presso il Palazzo della Cultura di Bagolino (Bs), presenti Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, Giacomo Gnutti e Silvio Valtorta, rispettivamente  presidente e segretario generale della Fondazione della Comunità Bresciana, il noto economista Marco Vitale, il Sindaco di Bagolino Gianluca Dagani, è stata inaugurata la mostra permanente di Antonio Stagnoli, realizzata grazie al contributo di Fondazione Cariplo. In mostra, 13 delle 26 opere, complessivamente donate. Le rimanenti, sono temporaneamente esposte presso la sede della Fondazione della Comunità Bresciana, in attesa di una futura e più  appropriata collocazione.
 
“Il mondo di Stagnoli presenta un’osmosi, un legame fra le tradizioni, l’identità, la memoria della valle natia e la profondità del tratto, la forza dell’espressione, talvolta accentuata ma sempre realista.
Stagnoli è un testimone impressionante, nel suo mostrarci maschere che somigliano a uomini e uomini che somigliano a maschere, animali dall’aria umana e viceversa. Egli è una figura sorprendente per la sua capacità di inquadrare e dipingere il clima valsabbino, cioè il clima di una comunità ancora originale nel mondo globalizzato contemporaneo.
Antonio Stagnoli come voi sapete è un grande artista regionale, quindi del territorio: quello che a me sembra interessante è che cominci a crescere una consapevolezza diffusa della  necessità di avere simili personaggi, capaci di rappresentare un’identità, capaci di rappresentare una memoria storica,  ma riletta attraverso un linguaggio contemporaneo…”.
 
(Da un testo di Mario Botta - settembre 2008).
 

Opere

Si visualizzano di seguito alcune opere
  • Zoom_x100_studio-arte-zanetti_all-rights-reserved_antonio-stagnoli_www.zanettiarte.com_10168
Studio-arte-zanetti_all-rights-reserved_antonio-stagnoli_www.zanettiarte.com_10168
Antonio Stagnoli
titolo
Donna alla finestra
tecnica
affresco su tela
dimensione
60 x 50 cm
anno/periodo
1990

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